Come cazzo è che ogni volta che parto mi riduco così? Valigia finita il giorno prima (giorno? Magari. 6 ore prima se va bene) ansia esistenziale da compressione spasmodica della mia vita in una valigia grande una piccola e uno zaino tipo winzip umano. Ovviamente con la licenza scaduta. Tra due ore di non sonno si parte per una nuova vita.
Aggiornamento - sono sul treno. Ovviamente ho sbagliato carrozza e una simpatica famiglia tipo egiziana mi ha ricordato che stavo occupando i loro posti. Dopo che il giovine del gruppo mi ha aiutato (a casa mia, che tipo avrà votato per il Salvini egiziano visto che ha applicato un bel aiutiamoli a casa loro verso di me) riesco a raggiungere il mio posto. Il vuoto attorno a me, manco il treno fosse mio. Spettacolare. Grazie leghista egiziano! 6:24, una banana un caffè e un antibiotico nello stomaco - colazione da campioni, ma di quelli che si dopano - parto alla volta dell'Urbe. Che mo che ci vado io diventerà Turbe con quante seghe mentali mi farò in questi sei mesi.
6:27 Ciao Bari, ho cantato vittoria troppo presto, sul treno c'é già puzza di fogna. Spero che il treno abbia pestato una merda, magari per proprietà transitiva porta bene.
sabato 6 gennaio 2018
martedì 2 gennaio 2018
Ses.
Nemmeno fossimo società di capitali quotate in non so quale borsa umana, a fine anno siamo presi dalla smania di redarre bilanci della nostra vita. Cosa ho imparato/guadagnato/raggiunto, cosa ho perso (Perzone falzeh!!1!), dove sono stato, cosa ho visto.
La mia proverbiale pigrizia mi impedisce di fare questo esercizio, oltre a una pazzesca voglia nata di recente di non voler far sapere i cazzi miei a nessuno. Mi è cresciuto un'organo della privacy da qualche parte vicino al cervelletto.
Però, quando è il 2 Gennaio e fuori piove e tu sei solo a casa sulla tazza del cesso con dei palloncini intorno (si, sono palloncini. Nel cesso. Don't ask) e i Mogwai di sottofondo, o scrivi o prendi il mach 3 di tuo padre e cerchi di tagliarti i polsi per vincere la noia. Benedetti rasoi di sicurezza.
Quindi visto che un bilancio non mi va di farlo, posso buttare pensieri sparsi sul passato recente. è stato un anno ricco e instabile. Un ottovolante pazzesco, che mi ha sbattuto dalla Toscana al Belgio fino a Milano (uè, figa!) per poi ripassare dal via, ritirare 20000 lire e ripartire (a breve) per la città eterna. Curioso finire dove si dice tutte le strade portino, visto che nell'ultimo anno ho vissuto con la costante sensazione di essere uno zingaro impazzito che vagava senza meta per tutte le strade che gli si parassero davanti.
La mia proverbiale pigrizia mi impedisce di fare questo esercizio, oltre a una pazzesca voglia nata di recente di non voler far sapere i cazzi miei a nessuno. Mi è cresciuto un'organo della privacy da qualche parte vicino al cervelletto.
Però, quando è il 2 Gennaio e fuori piove e tu sei solo a casa sulla tazza del cesso con dei palloncini intorno (si, sono palloncini. Nel cesso. Don't ask) e i Mogwai di sottofondo, o scrivi o prendi il mach 3 di tuo padre e cerchi di tagliarti i polsi per vincere la noia. Benedetti rasoi di sicurezza.
Quindi visto che un bilancio non mi va di farlo, posso buttare pensieri sparsi sul passato recente. è stato un anno ricco e instabile. Un ottovolante pazzesco, che mi ha sbattuto dalla Toscana al Belgio fino a Milano (uè, figa!) per poi ripassare dal via, ritirare 20000 lire e ripartire (a breve) per la città eterna. Curioso finire dove si dice tutte le strade portino, visto che nell'ultimo anno ho vissuto con la costante sensazione di essere uno zingaro impazzito che vagava senza meta per tutte le strade che gli si parassero davanti.
Che poi dovrei riconoscermi un anno di successi, al di là della sofferenza che li ha accompagnati. Laurea, Erasmus in Belgio, amicizie, una relazione (quando riuscirò ad accettare di aver trovato una persona che può diventare importante), licenziamento - un successo, perchè mi ha reso felice - e inizio del lavoro che ho sempre voluto fare - ammesso che sia davvero quello che mi faranno fare. Se avessi anche perso peso invece di perdere solo capelli, sarebbe stato un grandissimo anno.
Però c'è quella voce. Quella voce dentro che mi dice sempre di scappare. Di muovermi. Inseguire non so quale sogno, non so quale amore perduto (o forse lo so, ma tanto...). La voce che mi dice che la vita è qualcosa di troppo grande per incasellarla in un lavoro su Linkedin e una fissa dimora. Che mi rende apatico quando sono in zona di comfort, a casa, con la mia famiglia e i miei amici, e vulcanico quando sono in luoghi sconosciuti. La voce mi parla in turco, anzi, chiamiamola proprio con un nome turco. Secondo Google, si chiama Ses. Ciao Ses, felice di conoscerti.
Quando Ses parla, sento odore di tabacco. Le sue parole si confondono in una nuvola di narghilè, e promettono il confortevole calore che una tazzina di tè sa regalare a chi vive lo scorrere del tempo con delicata lentezza. Ses era disperata all'inizio, mi chiedeva di tornare dove è nata, di lasciare tutto. Mi colpiva costantemente di ricordi, maledicendomi con il dono della memoria. Col tempo si è ammansita, ha capito che urlare non serve. Ma io non sono ancora sordo alle sue parole, e mi ha dato la forza di cambiare quando necessario, di rimettere tutto in prospettiva.
Ses mi parla sempre meno, ma quando lo fa, lo fa dolcemente. Si è adattata a me e io a lei, e in questo momento abbiamo raggiunto una sorta di compromesso. Spero che le piacerà Roma, e che entrambi possiamo trovare una certa calma (geografica prima che mentale).
Quindi, vecchia amica, ci auguro un 2018 non sereno, che tanto la calma non è cazzo per il culo nostro, ma felice e in armonia tra noi. Görüşürüz
Quindi, vecchia amica, ci auguro un 2018 non sereno, che tanto la calma non è cazzo per il culo nostro, ma felice e in armonia tra noi. Görüşürüz
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