Alla fine della fiera, mi sono laureato. Ho finito, ed è una sensazione stupenda e spaventosa. Emmò che faccio? Emmò emigro. Rieccomi quindi a scrivere, solo nel mio metro quadro di pavimento affittato su airbnb nella camera di uno stereotipatissimo studente cinese, con gli ideogrammi che mi fissano da tutte le direzioni. A Bruxelles. Di nuovo valigie scartoffie abbonamenti delirio appartamenti e disagio. Perchè lo faccio? Fuggo? O è vero che lo faccio per il mio future me, al quale ultimamente ho regalato sia gioie che dolori? Per la prima volta mi trovo a pensare al Futuro. Un futuro indefinito, indefinibile, un tempo non più imbrigliato in anni accademici e scadenze prefissate, e fa paura. Complice il mio essere diventato una persona ansiogena nel corso degli anni, mi sembra quasi che tutto il tempo che mi resta sia collassando in questo momento. Riuscirò a invecchiare bene, a restare in salute e a prendermi finalmente cura di me? Riuscirò a trovare una compagna, metterò su famiglia, starò bene, sarò felice? Ma sopratutto perchè penso a queste cose se non so manco cosa mangerò a cena?
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