mercoledì 29 giugno 2016

Perché?

Sale la rabbia, il dolore, la paura, la preoccupazione. Gli attentati sono fatti per creare paura, terrore nelle persone, per portare ad essere più vulnerabili ed attratti da idee che prima non avremmo mai considerato.
La paura che crea l'odio.
Non ci sono risposte ci sono solo domande. E l'odio oggigiorno non mira più a colpire i diretti interessati, ma colpisce indiscriminatamente civili: uomini, donne e bambini che per sfortuna o per destino si sono ritrovati in quel luogo in quel dato momento.

L'odio non è la risposta all'odio, ma che possiamo fare noi comuni mortali contro i giochi di potere dei grandi?
Una fantomatica marcia dei popoli potrà mai unirsi per chiedere una pace? Ma poi, che popoli? Siamo terrorizzati dal nostro stesso vicino ormai, i “grandi” Stati occidentali promotori di grandi ideali e principi che ormai si chiudono in se stessi, chiudono frontiere e con quelle anche la mente.

Perché?
La Turchia è un paese meraviglioso, le persone pure con quello spirito mediterraneo, che noi italiani conosciamo bene e che ti porta a raccontare la storia della tua vita a gesti al primo venditore di cay ambulante.

Perché?
Ci scandalizziamo, piangiamo, ci indigniamo per Parigi, per Bruxelles, e per la Turchia? Ankara, Istanbul per quattro volte in pochi mesi. Perché loro non meritano il nostro dolore? Perché non meritano il nostro stupido hashtag come gli altri?



Ci si deve indignare dell'indifferenza, non delle bombe oggigiorno.

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