L'atto di provare perplessità, che poi chissà che etimologia ha, questa parola. Per + plesso? E plesso che indica? Google, il mio caro vecchio amico che contribuisce ogni giorno a togliermi quel po' di memoria che mi resta, sostituendosi alle mie sinapsi, dice che viene dal latino perplexus, e sempre Google mi dice che Perplexus è anche questa figata qua.
Cosa mi vuoi dire, amico Google? Forse che dal dubbio può nascere qualcosa di ubercool? Grazie dell'incoraggiamento. Di certo arriva al momento giusto. Ma ciò che vorrei non è un minipuzzle tridimensionale con probabile wormhole incluso, vorrei un cartello stradale, piuttosto. Un bel ONE WAY che mi faccia incedere con sicurezza e tappe prestabilite verso la direzione desiderata, che a saperlo che dovevo costruirmi la strada io, facevo l'asfaltista, non il wannabe ingegnere, che tanto in questo paese con il tempo che ci vuole a fare una strada praticamente non si rischia mai la disoccupazione. Ma whatever.
Scrivo qui quando non ho altre opzioni, quando mi viene voglia di fumare (perchè porca miseria se mi sento petoloso mi viene voglia di fumare? Neffa si fumava il suo rimpianto e si beveva la nostalgia e ci faceva grandi pezzi, io non ho scuse), quando mi serve un attimino confrontarmi col mio cervello. E visto che non lo faccio mai, vuol dire che lo sto evitando, questo confronto. O che non lo trovo più e quindi vinco per abbandono.
Come si dice dalle mie parti, ultimamente la testa non mi accompagna. Sembra che mi siano venuti tutti i disturbi listati nei bugiardini delle medicine senza manco aver assunto un'acqua tiepida. Ma perchè? Cosa ho che non va? Eppure in teoria dovrebbe essere il mio momento, dovrei essere carico come una molla mentre sono slabbrato come uno di quei maglioni che mi mettevo quando ero un bambino ciccione. Mistero. Probabilmente devo smettere di pensare al problema e affrontarlo, o meglio, riconsiderarlo. Cazzo, io problemi non ne ho. Ho tutto. Tutto il necessario e anche tanto superfluo. Perchè non sono in grado di vederlo?
quella figata là era in un caffè a kadikoy, all'arthere e c'ho giocato per tutto il secondo semestre e non sapevo come si chiamasse. Ti adoro
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