Oggi invece cade ben altro anniversario. Il ritorno, il lutto, la prima volta che mi sono risvegliato nel mio vecchio letto, nella mia vecchia casa, senza capire quale fosse il sogno e quale l'incubo. E questi pensieri restano segreti perchè chi non è partito, chi non è tornato, non può capire. Si rischia di far credere a chi della tua vecchia vita faceva parte, e ne fa tuttora, di avere un ruolo marginale, una piccola partecipazione rispetto al sogno. Questo non è vero, non è giusto, eppure per certi versi è la realtà più semplice.
Ho superato la disperazione, il lutto, la nostalgia. La vita va avanti e bisogna vivere nel presente.
Ma il 4 di Febbraio rimarrà sempre la data in cui ho creato il mio primo piccolo Horcrux. Ora capisco perchè per crearne era necessario un'atto tremendo di violenza: certi distacchi, certi traumi, ti dilaniano l'anima. E il mio pezzo d'anima resta là, felice tra un çay e una partita di tavla, sazio di panini col pesce radioattivo del bosforo e ripieno di una pericolosa innocenza.
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