venerdì 27 gennaio 2017

Sfogo che dovevo buttar fuori

Fanculo a quelli che dicono che l'amore è tutto rose e fiori, fanculo.
Quando si ama si soffre e se si soffre si capisce che si ama. Quando ogni gesto dell'altro è importante, quando una parola ti illumina il volto e quando piangi senza contegno perché non gli sei accanto. Questo è amore.
Questo è almeno l'amore che conosco io. Chi lo sa se è quello giusto? 
Esiste poi un amore giusto? No, non credo.

Ma esiste un limite per questo sentimento? A che punto inizia l'autodistruzione, logoramento e isteria?

L'amore ti rompe, rompe certezze e rompe schemi, rompe tutto. Rompe il tuo Io in una miriade di frammenti, il cui riflesso da uniforme e sicuro in cui ti riconoscevi è diventato multiforme e indefinito. 
Mi sono rotta e non mi riconosco. 
Quanto ho messo in gioco, quanto? Troppo, poco o abbastanza? Devo mettere di più o di meno? Ma soprattutto quale riflesso sono? Perché ora mi scopro sentimentale e distratta, dove è finita la mia fermezza e concentrazione?

Non lo so, non lo so, non lo so.

Non lo so.


Devo tentare di accettare che sia irrazionalmente incomprensibile. 

1 commento:

  1. Gio, ci sono le cose normali per le persone normali. E poi ci sei tu.

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