martedì 10 gennaio 2017

Non smetterò mai di giocare ai videogiochi.

Non metterò mai la camicia.
Non smetterò mai di leggere i fumetti.
Non ascolterò mai musica italiana.
Non tradirò mai nessuno.
Non farò mai l'ingegnere.
Non indosserò mai scarpe classiche.

E l'elenco continua, all'infinito. Quante volte ho giurato e quante volte ho abiurato me?

Cosa ne penserebbe il mio past me del mio present me? Quando ho smesso di essere un idealista e sono diventato un disilluso? Quando ho iniziato a mercificare, conformarmi, mettere al primo posto il lavoro, il futuro, il denaro? Quando ho iniziato a preoccuparmi?

Boh. Di sicuro c'è solo il cambiamento. Eppure non mi capacito di sentirmi me stesso mentre sono così diverso. In definitiva, cosa mi definisce?

Le mie azioni? Contraddittorie.
I miei sentimenti? Passeggeri (con il giusto tempo).
I miei pensieri? Mutevoli.
I miei gusti? Non li capisco manco io.

Cogito ergo sum? Troppo facile, mi serve qualcosa di più specifico.

Questa liquidità inizia a essere insostenibile.


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