Fanculo
a quelli che dicono che l'amore è tutto rose e fiori, fanculo.
Quando
si ama si soffre e se si soffre si capisce che si ama. Quando ogni gesto dell'altro è importante, quando una parola ti illumina il
volto e quando piangi senza contegno perché non gli sei accanto.
Questo è amore.
Questo
è almeno l'amore che conosco io. Chi lo sa se è quello giusto?
Esiste poi un amore giusto? No, non credo.
Ma
esiste un limite per questo sentimento? A che punto inizia
l'autodistruzione, logoramento e isteria?
L'amore
ti rompe, rompe certezze e rompe schemi, rompe tutto. Rompe il tuo Io
in una miriade di frammenti, il cui riflesso da uniforme e sicuro in
cui ti riconoscevi è diventato multiforme e indefinito.
Mi sono
rotta e non mi riconosco.
Quanto ho messo in gioco, quanto? Troppo,
poco o abbastanza? Devo mettere di più o di meno? Ma soprattutto
quale riflesso sono? Perché ora mi scopro sentimentale e distratta,
dove è finita la mia fermezza e concentrazione?
Non lo
so, non lo so, non lo so.
Non lo
so.
Devo
tentare di accettare che sia irrazionalmente incomprensibile.
Gio, ci sono le cose normali per le persone normali. E poi ci sei tu.
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